05-04-2010Community » Blog » Crisi economica: un punto di vista spirituale »
Siamo passati dal televisore in bianco e nero, a quello a colori, a quello ultrapiatto, a quello led... e abbiamo superato quella soglia oltre la quale la collettività è diventata meno ricettiva alla pubblicità, ai nuovi modelli di computer, al navigatore satellitare. Presto uscirà l'I-pad (Si, con la A!): diciamolo ormai sa tutto di "già visto". Quando guardo un ragazzino di oggi, annoiato dai mille computer, ipod o telefonini che ha in tasca e lo confronto anche solo con la mia generazione, mi rendo conto delle enormi differenze che ci sono.
Secondo un famoso rabbino, Laitman, la crisi economica sarebbe proprio un riflesso di un ego collettivo che sta crescendo esponenzialmente, al punto che può essere soddisfatto solo da qualcosa di "spirituale". La crisi sarebbe quindi lo specchio di una consapevolezza che sta crescendo, di una ricerca interiore che a livello generale si sta facendo più intensa vanificando i tentativi dei media "di fare colpo"; in questo senso sarebbe dunque un fattore di crescita collettiva, una specie di "male comune" che porterà a qualcosa di buono in un prossimo futuro: maggiore consapevolezza.
Per spirituale si possono intendere tante cose ma dal mio punto di vista è verissimo che la ricerca di una maggiore autostima, fiducia, e benessere psicofisico sia -senza tirare in ballo gli ideali new age- argomento di interesse per sempre più persone, soprattutto giovani.
Marco De Filippo






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